F1 Addiction

Baku: Vettel guadagna due punti su Hamilton ma deve tenere i nervi saldi

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La gara di ieri è stata caratterizzata dalla safety car e dal clamoroso litigio in pista tra Sebastian Vettel e Lewis Hamilton, costato a Seb la vittoria.

Chi si aspettava, ieri, una cavalcata solitaria delle Mercedes è stato, ampiamente, smentito dai fatti perché il distacco patito dalle Ferrari nelle qualifiche di sabato si è, infatti, completamente azzerato in gara, con le monoposto di Maranello a competere sullo stesso piano degli avversari.

Che poi la vittoria sia finita a Ricciardo sull’unica Red Bull superstite davanti a Bottas, che dopo l’incidente con Raikkonen all’avvio era attardato di un giro, e a Stroll ci fa capire come la gara sia stata tutto fuorché normale, con incidenti a ripetizione, penalizzazioni e safety car che hanno pesantemente influito sul risultato finale.

Sebastian Vettel ha dimostrato, ancora una volta, di essere in uno stato di forma eccezionale riuscendo con una macchina che montava una power unit vecchia e con tanti chilometri sul groppone a tenere il passo delle Mercedes, ma stavolta Seb deve fare mea culpa perché, pur essendo tifosi del tedesco, non possiamo non ammettere che ha buttato via una vittoria pressoché sicura, dopo il pit stop di Hamilton per sistemare la protezione alla testa della sua vettura.

Sì perché Vettel è caduto nella provocazione di Lewis che, nel giro di rientro della safety car, ha rallentato repentinamente per metterlo in difficoltà: Seb ha tamponato la Mercedes e poi comprensibilmente arrabbiato ha spento il cervello, ha affiancato l’inglese e gli ha, deliberatamente, dato una ruotata.

Una manovra, che, bisogna essere sinceri, andava sanzionata (anche se uno stop & go di 10 secondi e tre punti sulla patente ci sembrano eccessivi) come, però, quella di Lewis, che, invece, la FIA ha deciso di non punire. Incomprensibile poi la tempistica della comunicazione alla Ferrari, esattamente dopo il pit stop di Hamilton, che ha dato la sensazione di essere, quasi, un aiutino della direzione gara al britannico.

Poi Seb è riuscito a rientrare davanti a Hamilton e a tenerlo dietro senza tanti patemi fino al termine tanto che, a un certo punto, il britannico si è reso protagonista di un team radio nel quale chiedeva espressamente di rallentare Bottas per ostacolare Vettel e permettergli di raggiungerlo. Non un grande fair play per Lewis che dovrebbe arrossire per la messa in onda di quella conversazione che, sinceramente, non gli fa onore.

Gara sfortunata, invece, per Raikkonen che viene messo fuori gioco praticamente subito dal solito kamikaze Bottas, che sembra abbia nel mirino le Ferrari: il finlandese della Mercedes, infatti, dopo aver frenato prestissimo davanti a Vettel ha poi sbattuto a muro il suo connazionale rovinandogli la vettura e la corsa senza, peraltro, subire nessuna penalizzazione da parte della direzione gara.

Per concludere a Baku abbiamo visto una gara che a un certo punto poteva terminare con una vittoria Ferrari, ma anche con un risultato ben peggiore. Peccato per i punti persi nel campionato costruttori dove la Mercedes si allontana grazie al secondo e al quinto posto dei suoi piloti, ma dobbiamo festeggiare i due preziosi punticini guadagnati da Vettel su Hamilton che potrebbero, anche, essere decisivi in chiave mondiale.

 


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One comment

  • MinimoIndispensabile

    Tre commmenti e poi mi taccio:
    1 — Il CIRCUITO: non adatto a un GP di F1, sia come accessibilita’ in caso di incidenti, sia come larghezza e cordoli mal posizionati se non inutili e comunque pericolosi. Da chiedersi quali siano i pregi nascosti di un circuito simile. E poi ci vengono a questionare Monza (e… Imola)???
    2 — I PILOTI: Seb si e’ fatto prendere dai nervi. Comprensibile e punibile. E PUNITO e’ stato. Ham ha ripetuto il trucchetto usato a piu’ riprese in passato su Rosberg ed altri. E’ un piagnone insicuro. Ha raggiunto il culmine della VISCIDITA’ chiedendo aiuto al muretto perche’ facessero rallentare Bottas per ancora ostacolare Seb. Sara’ bravo ma non e’ un Campione del volante, solo un gran viziato che sfonda quando e’ davanti a tutti. Ogni confronto con i Campioni del passato e’ “demenziale”.
    3 — La Giuria: Non so chi fossero i “dotti” questa volta, e non m’interessa. Il loro giudizio e’ stato chiaramente di parte, indice di un malgoverno ai vertici della FIA.

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