F1 Addiction

Caso Vettel chiuso, ora che a parlare la pista

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Dopo la convocazione a Parigi di Sebastian Vettel, si conclude senza ulteriori azioni il tormentone di questi ultimi giorni.

Finalmente si chiude la vicenda che ha tenuto banco negli ultimi giorni e si conclude nel modo che tutti auspicavano, senza ulteriori sanzioni  a carico di Sebastian Vettel per il fallo di reazione commesso, dopo il tamponamento di Hamilton, in quel di Baku.

Per i protagonisti della vicenda, in particolare, per la Ferrari, l’epilogo deve essere stato scontato, in quanto Seb si presentava dalla FIA a Parigi, in Place de la Concorde, non in veste di imputato ma rispondendo a un invito della Federazione a chiarire i fatti, quindi senza nemmeno l’assistenza di un legale, che in caso di giudizio sarebbe stata fondamentale.

Al tedesco è stato sufficiente fare pubblica ammenda, chiedendo scusa alla FIA e a Hamilton per il gesto impulsivo commesso: “Durante il giro di ripartenza – ha dichiarato Seb – sono rimasto sorpreso dal rallentamento di Lewis e l’ho tamponato. A mente fredda non credo lo abbia fatto con malizia, ma a caldo ho esagerato.”

“Voglio, quindi, scusarmi direttamente con Lewis e con tutti coloro che stavano guardando. Non è stato un buon esempio, ma non ho mai avuto l’intenzione, in nessun momento, di metterlo in pericolo, anche se, in effetti, ho creato una situazione potenzialmente pericolosa.”

“Vorrei, anche, scusarmi – ha continuato Seb – con la FIA, accetto e rispetto le decisioni prese sia domenica in gara dagli stewarts sia oggi (ieri n.d.r.). Amo questo sport e voglio interpretarlo in modo da poter essere da esempio per le future generazioni.”

Questo, quindi, l’epilogo di una vicenda che, crediamo, sia, anche, stata usata ad arte come cassa di risonanza mediatica per aggiungere un po’ di pepe ad un mondiale che, già, risulta essere il più appassionante degli ultimi anni. Ora, però, che è stata scritta la parola fine a questa vicenda, lasciamo che a parlare sia solamente la pista.

 


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